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Collezioni preistoriche e protostoriche

Il forte interesse sviluppatosi nel corso dell’Ottocento per la preistoria e protostoria europea ed italiana spinge anche il Museo torinese a dotarsi di un settore preistorico, grazie all'attività del torinese Bartolomeo Gastaldi (1818-1879). Gastaldi, geologo di formazione, può a buon diritto essere considerato il padre della paletnologia italiana, avendo avviato una raccolta di manufatti preistorici di varia provenienza, sulla base dei quali lo studioso imposta una periodizzazione delle fasi più remote dell’archeologia umana con metodo comparativo. Intessendo stretti rapporti con colleghi di tutta Europa, acquisisce in dono o scambia reperti provenienti dalle terramare della pianura padana, dalle palafitte svizzere, da diverse zone dell’Italia settentrionale e dal mar Baltico, oltre a intere collezioni di manufatti di epoca Paleolitica, raccolti da Boucher de Perthes nella Francia settentrionale. Nei casi in cui non riesce ad ottenere i reperti originali, Gastaldi se ne procura riproduzioni in gesso o cera, dipinte a tempera, tuttora conservate ed esposte (distinte dall’indicazione R).

Le collezioni protostoriche raccolgono complessi di materiali di provenienza eterogenea. I manufatti bronzei provengono da scoperte effettuate nei territori sabaudi: asce a margini rialzati, armille “a ruota dentata”, statuette di offerenti e di animali, oltre ad una navicella di epoca nuragica, proveniente dalla Sardegna.

Un altro considerevole nucleo di armi e oggetti di ornamento in bronzo, sempre databili all’ epoca protostorica, tra cui un elmo, anelloni, armille, un torques a nodi, un cinturone e ganci in lamina, proviene dalla raccolta di Angelo Angelucci (1820-1882) nell’Italia centro-meridionale, soprattutto nel Piceno (attuali Marche e Abruzzo).

La collezione di Giovan Battista Assi, composta da circa 400 fibule provenienti dall’Italia centro-meridionale, viene acquisita dal Museo nel 1954 ad opera dell’allora soprintendente Carlo Carducci, su consiglio di Pietro Barocelli, scopritore di importanti necropoli dell’età del Ferro nel Novarese. Gli esemplari esposti offrono una vasta campionatura delle fogge di questo accessorio dell’abbigliamento, spaziando dall’età del Bronzo finale (XII-X secolo a.C.) al IV secolo a.C. Non mancano pregevoli fibule in argento con decorazioni in ambra o in osso, avorio (come nel caso delle fibule a delfino con l’arco configurato in forma del mammifero marino), oppure in pietra dura, tutte prodotte in Magna Grecia nel IV secolo a.C.

Archeologia a Torino

Il Museo di Antichità di Torino prepara la sua terza sezione dedicata all’archeologia della città, intenzionalmente non inserita nel Padiglione del Territorio piemontese progettato dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola e inaugurato nel 1998, dove si espongono i ritrovamenti del territorio piemontese, ad eccezione appunto di Torino

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Indirizzo:
Piazzetta Reale 1 - 10122 Torino

Telefono:
+39 011.5212251    +39 011.5211106

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da martedì a domenica 9.00 - 19.00


Si avvisano i visitatori che per motivi di sicurezza non è possibile accedere ai Musei Reali con zaini, borsoni, trolley o altri tipi di bagagli di medie o grandi dimensioni

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