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Le collezioni cipriote

La formazione dell’importante collezione del Museo si deve a diplomatici piemontesi veri “pionieri dell’archeologia” cipriota: Marcello Cerruti e Luigi e Alessandro Palma di Cesnola.
In un clima di acceso interesse per le scoperte effettuate tra il 1845 e il 1850 di templi e di nuclei di tombe in vari siti dell’isola (Kourion, Kition, Idalion, Paphos, antica Golgoi), i residenti stranieri a Cipro contribuiscono a far prosperare l’attività di “sistematico saccheggio” di necropoli e santuari antichi; si intraprendono campagne di scavo con finalità esclusivamente antiquarie e cominciano a formarsi collezioni private alcune delle quali diventano in seguito pubbliche.

La prima raccolta ufficiale di antichità cipriote è senza dubbio quella costituitasi nel Museo di Antichità greco-romane e egizie in seguito alla donazione nel marzo del 1847 da parte di Marcello Cerruti, console del Regno di Sardegna sull'isola tra il 1841 e il 1846, di un nucleo di 93 oggetti provenienti da Kition e Idalion. Valente diplomatico, il Cerruti fu anche membro onorario dell’Istituto di corrispondenza archeologica (attuale Istituto Archeologico Germanico) a Roma e della Società orientale archeologica di Germania.

Oltre duecento reperti giungono a Torino nel 1870 donati alla R. Accademia delle Scienze - che ne delibera la cessione al Museo di Antichità - dal Conte Luigi Palma di Cesnola. Dopo una importante carriera militare svolta tra Europa e America, Luigi Palma di Cesnola diventa il primo console degli Stati Uniti a Cipro nel 1865. Negli anni successivi, attraverso scavi intensivi eseguiti a proprie spese - in aperta rivalità con Heinrich Schliemann le cui prime campagne a Troia datano al 1872 - egli raccoglie una inarrivabile collezione di antichità cipriote di ca. 35.000 reperti poi in gran parte acquisita dal Metropolitan Museum of Art di New York di cui sarà il primo direttore dal 1879 fino alla sua morte, avvenuta nel 1904.

Alessandro Palma di Cesnola, fratello di Luigi, dopo un breve soggiorno negli anni 1873-1874, torna a Cipro nel 1876 dove conduce con il supporto finanziario del collezionista londinese Edwin H. Lawrence scavi a Kition (attuale Larnaca), Marion, Soli e soprattutto a Salamina e a Enkomi, raccogliendo in tre anni circa 14.000 oggetti, in gran parte venduti sul mercato antiquario. Dalla dispersione si salva una scelta di centoquaranta pezzi per lo più ceramici e di una cinquantina di vetri donata nel 1877 alla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, sollecitamente collocata al Museo di Antichità; un più consistente gruppo di 357 oggetti rimasti in possesso della famiglia dopo la vendita all’asta è donato da Arturo Palma di Cesnola nel 2005 alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.

Nel suo insieme la raccolta torinese costituisce una rilevante e completa testimonianza della cultura artistica e materiale dell’antica Cipro, non solo per il valore e la varietà delle opere e dei manufatti, che ne illustrano pienamente il carattere unico e originale, a cavallo tra Occidente greco, Vicino oriente e Egitto, e arricchita dalla presenza di iscrizioni in cipriota sillabico e classico, ma anche e soprattutto per l’ampio arco cronologico compreso tra l’antica Età del bronzo (III millennio a.C.) e la tarda antichità (IV-V secolo d.C.).

Archeologia a Torino

Il Museo di Antichità di Torino prepara la sua terza sezione dedicata all’archeologia della città, intenzionalmente non inserita nel Padiglione del Territorio piemontese progettato dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola e inaugurato nel 1998, dove si espongono i ritrovamenti del territorio piemontese, ad eccezione appunto di Torino

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Indirizzo:
Piazzetta Reale 1 - 10122 Torino

Telefono:
+39 011.5212251    +39 011.5211106

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da martedì a domenica 9.00 - 19.00


Si avvisano i visitatori che per motivi di sicurezza non è possibile accedere ai Musei Reali con zaini, borsoni, trolley o altri tipi di bagagli di medie o grandi dimensioni

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