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Tarda antichità e alto medioevo

TARDOANTICO-ALTOMEDIOEVO (V-X sec. d.C.)

In Piemonte, come nel resto della penisola italiana, il V secolo, caratterizzato dalla caduta dell'impero romano, dalla diffusione della religione cristiana e dall'intensificarsi delle invasioni barbariche, segna l'avvio dell'età medievale.

La cristianizzazione della popolazione romana, dedita per tradizione ai culti pagani, è uno dei fenomeni più interessanti dei primi secoli del medioevo e ha la sua più significativa testimonianza materiale nella costruzione di edifici per il culto e per il battesimo, attestati in Italia a partire dal IV secolo d.C. Tra i primi edifici ecclesiastici piemontesi si annovera la basilica paleocristiana di S. Gervasio a Centallo (CN - località Madonna dei Prati), costruita nel V secolo d.C. sui resti murari di una villa tardoromana. Dallo scavo archeologico del sito, condotto a più riprese dalla fine degli anni '70, provengono i reperti conservati nella sezione del museo che documentano l'utilizzo della chiesa nell'altomedioevo, come i monili dell'ornamento femminile (collane in pasta vitrea, orecchini in argento, armille) e maschile (fibbie da cintura) provenienti dalle sepolture individuate nell'area, ma anche alcune epigrafi funerarie e i resti di un cofanetto in corno di cervo, verosimilmente destinato a funzioni liturgiche.

Un altro aspetto distintivo dei primi secoli del medioevo è costituito dalle invasioni barbariche. Tra i popoli invasori, i Longobardi sono quelli che hanno lasciato il maggior numero di tracce materiali nella regione, dove il loro stanziamento, avvenuto subito dopo il 568 d.C., anno dell'ingresso in Italia, aveva la particolare funzione strategica di controllo delle zone di confine con il regno dei Franchi. Al periodo dell'occupazione (VI-VIII secolo) si data l'ingente numero di oggetti provenienti dalla necropoli di Testona di Moncalieri (TO), da cui provengono i ricchi corredi d'armi  e il vasellame decorato "a stampiglia", esposti nella sezione insieme agli armamenti dei guerrieri di Borgo d'Ale e ad altri materiali longobardi provenienti dalla regione, tra cui spicca per importanza e unicità la croce aurea di Agilulfo, duca di Torino alla fine del VI secolo.

Tra i reperti utili a ricostruire la vita quotidiana nell'altomedioevo, si segnalano quelli provenienti dai siti fortificati d'altura di Belmonte (TO) e Peveragno (CN) (fine V-VII secolo), che documentano la presenza di attività artigianali, legate per esempio alla metallurgia e all'oreficeria, ma anche agricole e pastorali, queste ultime rivolte anche alla cardatura della lana. A Belmonte in particolare, il ritrovamento eccezionale di alcuni attrezzi utilizzati per la coltivazione dei campi documenta la convivenza e gli scambi culturali tra contadini locali e longobardi dei quali, nello scavo del sito, sono state identificate chiare testimonianze archeologiche.

Archeologia a Torino

Il Museo di Antichità di Torino prepara la sua terza sezione dedicata all’archeologia della città, intenzionalmente non inserita nel Padiglione del Territorio piemontese progettato dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola e inaugurato nel 1998, dove si espongono i ritrovamenti del territorio piemontese, ad eccezione appunto di Torino

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Indirizzo:
Piazzetta Reale 1 - 10122 Torino

Telefono:
+39 011.5212251    +39 011.5211106

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