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Medioevo e basso medioevo

BASSOMEDIOEVO (X-XV sec. d.C.)

Tra X e XII secolo, le istituzioni monastiche sono state una delle componenti più significative del medioevo piemontese. Tra le più rilevanti, spicca per importanza l'abbazia di Fruttuaria (San Benigno Canavese, Torino), fondata nel 1003 da Guglielmo da Volpiano. Dalle indagini archeologiche condotte estesamente all'interno della chiesa abbaziale, provengono alcuni frammenti di decorazione pittorica delle pareti del "Santo Sepolcro", una particolare struttura circolare con specifiche funzioni liturgiche, e il prezioso frammento di vetrata raffigurante un volto maschile.

Oltre che dalla diffusione delle pievi e dei complessi abbaziali, il paesaggio bassomedievale del Piemonte è caratterizzato anche dalla costruzione, sulla sommità di alture in corrispondenza dei principali luoghi di transito di uomini e merci, di edifici fortificati. Queste strutture, nate come luoghi di difesa per la popolazione già tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, si trasformarono velocemente in veri e propri centri del potere signorile, e di quello economico, politico e militare. I reperti archeologici documentano la presenza di armati, indicata dal ritrovamento di punte di freccia e di altri strumenti militari, ma descrivono anche aspetti legati alla vita quotidiana e alle attività ludiche delle guarnigioni di stanza, come nel caso delle pedine per i giochi della dama e degli scacchi recuperate in corso di scavo nell'insediamento fortificato di Bric San Vito a Pecetto (TO). Tra gli altri materiali significativi provenienti dai castelli piemontesi, si segnalano poi quelli recuperati nel corso delle indagini archeologiche condotte nel castello di Montaldo di Mondovì (CN), le cui fasi occupazionali sono state datate tra il XIII e il XVI secolo. Tra questi spicca per particolarità il sigillo di Tomaso di Montaldo, signore del castello, ma si annoverano anche numerosi elementi dell'armamento dell'epoca, oltre che salvadanai in terracotta, pedine da gioco (scacchi e gioco del tris) e servizi di vasellame per la tavola e la cucina, che esprimono il diverso stato sociale degli abitanti, dal castellano ai soldati della piccola guarnigione che vi alloggiava.

Il notevole numero di recipienti in ceramica e in vetro, provenienti da scavi di edifici religiosi e civili datati tra il XIII e il XV secolo, arricchisce l'esposizione, fornendo importanti informazioni sulle attività quotidiane e il tenore di vita dei proprietari. Il complesso dei reperti rappresenta un ampio panorama delle produzioni regionali che dopo un periodo di decadenza, ebbero un grande sviluppo a partire dal XIII secolo, quando l’attività delle manifatture si intensificò e perfezionò. Al vasto campionario di forme tipiche della ceramica comune, in terracotta e per lo più destinate all'utilizzo sul fuoco, si affiancano i molteplici esempi di ceramica rivestita, invetriata, ingobbiata o smaltata, tra le quali spiccano per presenza numerica le ceramiche graffite, caratterizzate da motivi decorativi vegetali e più raramente animali.

Archeologia a Torino

Il Museo di Antichità di Torino prepara la sua terza sezione dedicata all’archeologia della città, intenzionalmente non inserita nel Padiglione del Territorio piemontese progettato dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola e inaugurato nel 1998, dove si espongono i ritrovamenti del territorio piemontese, ad eccezione appunto di Torino

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Piazzetta Reale 1 - 10122 Torino

Telefono:
+39 011.5212251    +39 011.5211106

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